LA FILARIOSI CARDIO POLMONARE DEL CANE/GATTO

QUESTA CASA NON E’ UN RISTORANTE
22/06/2018

LA FILARIOSI CARDIO POLMONARE DEL CANE/GATTO

La filariosi cardiopolmonare (Dirofilaria immittis) è una malattia trasmessa dalle zanzare e che colpisce diverse specie animali come cane, gatto, cavallo, volpe, furetto, lupo.

Le femmine e i maschi adulti risiedono nelle arterie polmonari e nel ventricolo destro dell’ospite; le microfilarie, cioè le forme “immature” di Dirofilaria, vengono scaricate nel torrente circolatorio e ivi sopravvivono per 1-3 anni. Tali microfilarie, che si distribuiranno anche nella circolazione periferica compresa quella del sottocute, contamineranno la zanzare durante il pasto, cominciando così un nuovo ciclo di infestazione e di maturazione che avverrà in parte nella zanzara e secondariamente nell’ospite vertebrato a sangue caldo. Le larve (L) dal primo (L1) al terzo (L3) stadio maturano nella zanzare in pochi giorni o in 25 giorni a seconda delle temperature ambientali (a 30° L1-L3 in 7 giorni; a 18° L1-L3 in 28 giorni).

Le L3 portate dalla zanzara penetrano nel microcircolo di un nuovo ospite non appena essa compirà un nuovo pasto: le L3 poi nel torrente circolatorio del nostro cane/gatto maturano a L5 fino alle arterie polmonari: nei successivi 2-3 mesi matureranno a forme adulte, ovvero vermi di lunghezzza tra i 15 e i 25cm e vitali per 3-5 anni; le microfilarie sono presenti in più del 65% dei cani con filariosi.

Quali sono i sintomi più comuni?

Talvolta i primi sintomi inizialmente possono essere inosservati o lievi; la reazione ospite-parassita è più importante del numero di vermi nello sviluppo dei segni clinici: le alte velocità di flusso sanguigno dell’ospite aggravano la malattia, per questo è più facile osservare i segni clinici anche gravi e mortali nei cani sportivi.

Nel gatto la patologia generale arteriosa polmonare è del tutto simile a quella del cane: la crisi acuta mortale raramente si verifica a causa della capacità del gatto di reagire alla sindrome mortale, ma con insorgenza di sofferenza respiratoria. La sintomatologia è polimorfa e a 100 giorni dall’infestazione i primi sintomi che si manifestano sono respiratori con tosse di tipo asmatico che potrebbe essere intermittente o quasi del tutto assente; per questo motivo nel gatto è utile fare diagnosi non solo ematologica ma anche e specialmente radiografica per andare ad individuare il quadro tipico di infiammazione polmonare.

Nel cane la sintomatologia, sebbene sia riferibile alla correlazione carica infestante-ospite, potrebbe essere lieve ma non per questo non essere grave: infatti cani con segni clinici lievi e lesioni radiografiche minime possono essere a grande rischio se una grossa massa di vermi viene uccisa rapidamente in quanto si crea ostruzione completa del flusso sanguigno.

Come posso diagnosticare la malattia? 

Generalmente si esegue un test rapido per la ricerca degli antigeni e se il nostro cane/gatto segue le profilassi annuali, è sufficiente questo test.In caso di esito dubbio o positivo è bene eseguire test più approfonditi, a partire dall’emogramma, ELISA test o la PCR per la ricerca delle microfilarie; a questi si devono aggiungere anche i radiogrammi, l’elettrocardiografia e l’ ecocardiografia.

Cosa fare per proteggere il mio cane/gatto dalla filaria?

Esistono in commercio diversi tipi di molecole sotto forma di compresse o tavolette appetibili da far assumere ogni mese da Aprile a Ottobre, periodo in cui le zanzare sono attive e infestanti. In alternativa esiste un unica iniezione che si esegue tra Maggio e Giugno e che copre per tutto il periodo di esposizione.

Le scelte sono numerose e vanno prese sempre sotto consiglio del medico veterinario che saprà indicare una profilassi ad hoc. Inoltre è buona norma usare repellenti naturali (olio di Neem, tea tree oil, citronella etc…) da applicare sui cani/gatti che vivono in aree geografiche dove la presenza delle zanzare è massiva e nei soggetti a pelo corto o raso in quanto maggiormente esposti alle loro punture.

Come posso curarlo?

Nella maggior parte dei casi si può curare il proprio cane con terapie adulticide e/o microfilaricide che durano molti mesi e sotto stretto controllo del medico veterinario il quale dovrà stadiare la terapia adulticida e controllare costantemente i valori ematici e di funzionalità renale ed epatica, oltre che eseguire monitoraggi radiografici.

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