QUESTA CASA NON E’ UN RISTORANTE

LA FILARIOSI CARDIO POLMONARE DEL CANE/GATTO
22/06/2018

QUESTA CASA NON E’ UN RISTORANTE

Sempre più spesso mi capita di affrontare presso nella mia clinica il discorso alimentazione con i proprietari dei nostri amici a quattro zampe e altrettanto osservo errori anzitutto di atteggiamento degli stessi proprietari e in seconda analisi errori di scelte alimentari dettati da gusti personali, e dal packaging della confezione di crocchette.

Affrontiamo le problematiche separatamente perché il tema è piuttosto caldo e ricco di argomentazioni:

Da sempre il cane è animale carnivoro e predatore che si colloca e si identifica nel branco sia in termini sociali che di continuità della specie stessa; nel branco esiste il capo-branco e la gerarchia rispecchia degli schemi molto rigidi e a volte anche molto violenti ma che fanno parte della dura legge della natura che altro non è che la selezione del più forte e più sano.

Tale schema gerarchico è di vitale importanza e si esplica attraverso l’accesso al cibo e quindi alla preda predata.

Nel corso dei secoli il cane è diventato nostro amico fedele e tale vicinanza gli ha creato non pochi problemi adattandosi alla vita dell’uomo sia in termini comportamentali che di abitudini alimentari e l’uomo per contro ha facilmente dimenticato di rispettare certi schemi di vita di una specie diversa quale è quella dei canidi e pertanto non comprendere appieno il proprio amico a quattro zampe; non comprendere appieno significa che i proprietari dei nostri amici pelosi devono rispettare alcune regole di base quando somministrano loro il cibo: giuste regole significa equilibrio alimentare per il cane.

Consideriamo che il cane è all’origine carnivoro e predatore e che l’unica fonte principale di energia è la proteina: cosa significa questo? Significa che al cane, in linea teorica, non interessa niente se gli diamo un giorno crocchette a base pollo e l’altro giorno a base manzo e men che meno se gli allunghiamo da tavola un pezzo della nostra bistecca o altro, o se restiamo al suo fianco per convincerlo a mangiare la sua pappa. Questo è l’errore più frequente che si possa commettere perché crea confusione al cane il quale non vede più il suo proprietario come capobranco, ma come elemento del branco facilmente sormontatile.

La richiesta di cibo da tavola non è altro che una graduale ed inevitabile conquista della scala gerarchica fino al punto che il cane capisce le debolezze del proprietario e attraverso il cibo manifesta il suo dominio assumendo comportamenti alimentari “capricciosi” (spesso rifiuta le abituali crocchette, mangia poco e mal volentieri, salta un pasto, etc…).

Ecco allora alcunI ERRORI comportamentali da EVITARE:

  1. DARE CIBO DA TAVOLA
  2. INCORAGGIARLO A MANGIARE OFFRENDOGLI LE SUE CROCCHETTE DALLE VOSTRE MANI
  3. DARE DA MANGIARE AL VOSTRO CANE POCO PRIMA DI METTERVI A TAVOLA
  4. STIMOLARE IL SUO APPETITO DANDOGLI DEI BOCCONCINI PREMIO
  5. OFFRIRE AL VOSTRO CANE UNA -TANTUM UN PASTO FATTO IN CASA
  6. DARE AL CUCCIOLO SEMPRE ALIMENTI DIVERSI AFFINCHE’ SI SENTA A SUO AGIO
  7. FARVI PERDONARE LE VOSTRE ASSENZE CON DEI BOCCONCINI

Questi sono solo alcuni errori (i più comuni) da evitare affinché il rapporto padrone-cane sia corretto e compreso appieno in modo reciproco.

L’approccio comportamentale dell’uomo è molto importante fin dai primi giorni in cui si introduce un cucciolo in casa, per il quale vi saranno anche altre considerazioni da valutare.

Ogni fase della vita del nostro cane necessita di apporti nutrizionali ad hoc, così come per il cucciolo (qualunque sia la razza) che necessita di apporti nutritivi ad alto tenore energetico, per il cane adulto e anziano tale tenore si riduce anche di molto.

Per questi ultimi, per esempio, dovremo porre attenzione ad aggiustare non tanto il quantitativo di proteina (altro errore che si commette è credere che con l’avanzare dell’età il cane non abbia bisogno di proteina), quanto la qualità della proteina che sarà a basso tenore di fosforo per preservare la regolare funzionalità renale; dovremo aggiustare di oligoelementi come ferro, rame, zinco, manganese per migliorare le funzionalità digestive, di acidi grassi essenziali per compensarne il deficit fisiologico dovuto all’età e infine apporre un certo quantitativo di fibra, per contrastare la costipazione.

Quindi è bene imparare a conoscere le sostanze contenute nel cibo destinati ai nostri cani, piuttosto che gli ingredienti dai quali noi siamo inevitabilmente attratti.

Il cane usa l’olfatto (molto più sviluppato di quello dell’uomo) e riconosce i sapori dolci, amari, acidi e grassi; è fortemente attratto dai grassi e le sue papille gustative sono notevolmente ridotte rispetto a quelle dell’uomo; questo è il motivo per cui non ha molte esigenze di cambiare tipologia di cibo, a differenza dell’uomo.

Nel corso degli ultimi anni l’industria alimentare per i nostri amici a quattro zampe ha fatto passi da gigante in termini di ricerca e sviluppo, distinguendo in particolare i cibi di mantenimento dai cibi terapeutici, a seconda dell’insorgere delle più comuni patologie che vanno dalle artrosi alle insufficienze renali e questo è stato reso possibile anche grazie ai notevoli progressi della medicina veterinaria.

Possiamo quindi concludere che la regola d’oro è assicurarsi di somministrare un pasto completo in sostanze nutritive, che cambiare continuativamente tipologia di crocchette perché attratti da quella pubblicità o da quel packaging accattivante. Dovremo pertanto porre attenzione a età, peso, razza, tipologia di cane (se da lavoro o non), dimensioni del nostro cane, eventuali condizioni patologiche o para-fisiologiche; per questo si rende necessaria la consulenza del proprio veterinario al fine di essere indirizzati verso la scelta migliore per il proprio cane.

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